Alleanza delle cooperative: a Matera le politiche sociali diventano un optional PDF Stampa E-mail
di Ufficio stampa   
mercoledì 14 aprile 2021
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foto Steven Weirather (da Pixabay)
«Mentre il Governo nazionale riporta in classe milioni di bambini, ribadendo con fermezza la necessità di assicurare il diritto alla socialità e a un’istruzione di qualità soprattutto per i più piccoli, a Matera, città che ha sempre manifestato attenzione per le politiche della famiglia e per l’inclusione, assistiamo sgomenti e indignati al pressapochismo di un emendamento che, in un colpo solo, svilisce i servizi essenziali per la prima infanzia». È quanto dichiara, in una nota, l’Alleanza delle cooperative sociali Basilicata in riferimento all’emendamento approvato a maggioranza in Consiglio comunale con cui si decurtano le risorse destinate al welfare per la conciliazione vita-lavoro, come i voucher per gli asili accreditati, quando nel resto d’Italia si investono risorse aggiuntive dedicate proprio per l’implementazione di tali servizi.

«Lo sconsiderato taglio viene motivato da mere esigenze di sostenibilità e di bilancio tutte da dimostrare, visto che è di pochi giorni fa la nota del Ministero dell’Istruzione che destina al Comune di Matera somme pari a € 284.236,69 e € 239.199,90 per il sistema integrato 0/6 anni», insiste l’Alleanza. «In ogni caso l’emendamento colpisce e umilia le famiglie che da oltre un anno si destreggiano tra impegni di cura, lavoro e smart working, ignorando che i servizi di cura all’infanzia non sono un optional, a maggior ragione nel corso di una pandemia che ha reso esponenziale il rischio di isolamento e povertà educativa in tutte le fasce della popolazione. Un vero paradosso nel momento in cui il governo Draghi investe sul potenziamento dell’assistenza a domicilio e dell’offerta educativa integrata».

Nell’offerta all’infanzia, l’Italia ha una copertura di posti asili nido ben al di sotto della media europea e la Basilicata, con una percentuale del 14,2% a fronte della copertura nazionale del 21,7%, è già maglia nera nella disponibilità di opportunità e servizi per il contrasto alla povertà educativa. Una carenza di risposte che non riflette il fabbisogno reale delle famiglie, costrette a farsi carico di esborsi onerosi per l’accesso a quelli che, evidentemente, sono servizi essenziali per la crescita dei figli. I tagli ridurranno sbrigativamente i posti asili nido disponibili, minacciando anche la continuità dei percorsi educativi già attivati. «La gravità dei tagli stride ulteriormente in tempi di pandemia. La morsa dell’emergenza sanitaria non allenta, mettendo a dura prova tanto la salute quanto la capacità di spesa delle persone», prosegue la nota. «Ebbene, sembra scontato ribadire che sono proprio queste famiglie ad avere più bisogno di servizi per i loro cari e opportunità educative per i propri figli, perché è proprio dove la pandemia ha creato voragini (di senso oltre che economiche) che dev’essere più forte l’offerta e l’accessibilità di risposte compensative». Il riferimento è in particolare ai nuclei monoreddito, quelli che possono delegare la responsabilità educativa alla madre casalinga, un’umiliante negazione della cultura della parità di genere che ci si sforza di promuovere nella famiglia come nel lavoro.
«Mentre la pandemia fa esplodere i bisogni di cura e di socializzazione delle persone – conclude l’Alleanza delle cooperative Basilicata – un emendamento al bilancio previsionale riesce di colpo ad azzerare la lenta evoluzione verso l’affermazione di un sistema di welfare territoriale fatto di puntuali scelte metodologiche e di buone prassi diffuse».

 
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