Pensiamo Basilicata: bene lettera di De Filippo a Monti, adesso sostenerla a tutti livelli PDF Stampa E-mail
di Ufficio stampa   
sabato 09 marzo 2013
ImageLe organizzazioni imprenditoriali del manifesto Pensiamo Basilicata ribadiscono con forza la insostenibilità per le imprese del perpetuato blocco dei loro crediti a seguito dei vincoli del Patto di stabilità e apprezzano la recente lettera scritta dal presidente della Regione, Vito De Filippo, al presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Monti, intesa ad escludere dal computo di quelle sottoposte ai vincoli di pagamento le voci per: il cofinanziamento della parte pubblica nazionale e regionale dei programmi comunitari; le royalties del petrolio e dell’acqua; i trasferimenti per gli interventi di ricostruzione a seguito dei terremoti in Basilicata.

Pensiamo Basilicata ritiene indispensabile sostenere tale richiesta al Governo italiano anche con un’azione forte di tutti gli altri soggetti politici ed istituzionali e delle autonomie locali del territorio (Comuni, Province, Anci, Upi etc.), dei partiti e dei parlamentari lucani, per ottenere una nuova versione del Patto di stabilità interno, più aderente alle necessità di liberare la spesa in conto capitale e comprimere la spesa corrente.
A tal riguardo, le associazioni datoriali ritengono urgente avviare con celerità il nuovo processo programmatico finalizzato a spostare la spesa pubblica da improduttiva a produttiva e, pertanto, invitano la Regione Basilicata a prevedere e attivare immediatamente un apposito tavolo di concertazione al quale partecipino anche tutti i responsabili del Comitato interistituzionale per il Patto di stabilità.
La gravità della situazione finanziaria delle imprese è tale da richiedere misure per il pagamento immediato dello stock di credito arretrato, anche a costo di sforare il Patto così come hanno fatto altre regioni nell’anno 2012. È intollerabile il fatto che la Pubblica Amministrazione sia diventato il peggior pagatore delle imprese, rompendo quel Patto etico che è alla base del rapporto fiduciario fra Stato, imprese e cittadini e rendendosi responsabile di chiusure e fallimenti aziendali. Il mondo delle imprese invia ai responsabili istituzionali e politici il chiaro e ultimativo invito a non perdere ulteriore tempo per risolvere in modo definitivo questo assurdo e mortale “patto di stabilità”.
 
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