Cresce il welfare, cresce l’Italia: gli effetti della mobilitazione PDF Stampa E-mail
lunedì 05 novembre 2012
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Parte della delegazione lucana di Legacoop alla manifestazione
40 associazioni promotrici, 100 organizzazioni aderenti: il 31 ottobre erano a piazza Montecitorio allo slogan “Cresce il welfare, cresce l’Italia”. Un dispiegamento mai visto, compatto e concorde nel chiedere il rilancio delle politiche sociali e il rifinanziamento dei relativi Fondi. Tutti gli interventi dal palco hanno sottolineato, nelle sue diverse sfaccettature, un comune sentire e una omogenea richiesta.
Bambini, giovani, anziani, non autosufficienti, disabili, donne, persone con problemi di salute mentale o di dipendenze sono stati colpiti dalla drammatica compressione della protezione e dei servizi sociali. Per fare un esempio, nel 2008 lo stanziamento per i Fondi sociali era di 2.526,7 milioni; nel 2013 il finanziamento sarà di 200,8 milioni. A questo si aggiungano i tagli alla sanità e le riduzioni dei trasferimenti a regioni ed enti locali. 

La mobilitazione è stata preceduta da una serie di iniziative nella capitale, con striscioni e slogan particolarmente significativi. Nel frattempo una delegazione delle rete “Cresce il welfare, cresce l’Italia” ha incontrato i gruppi parlamentari evidenziando le istanze espresse dalla mobilitazione. È stato richiesto con forza di confermare il rifinanziamento dei fondi sociali già approvato dalla Commissione affari sociali. Il timore maggiore è che, nelle pieghe dell’approvazione della Legge di stabilità, le risorse necessarie a questa operazione vengano destinate ad altri usi. I gruppi parlamentari incontrati hanno confermato da un lato questi timori e al contempo hanno formulato rassicurazioni. Con uguale decisione la rete ha richiesto un intervento emendativo sulla riduzione del 10% delle convenzioni e dei contratti che riguardano prestazioni e servizi sanitari stipulati dalle Asl. Ciò provocherebbe un grave danno ai cittadini e in particolare alle persone più esposte in termini di salute: sull’ipotesi di emendare questa previsione, i gruppi parlamentari hanno espresso adesione ma hanno anche rammentato il vincolo dei “saldi invariati” fissato dal governo. Tuttavia, se non saranno possibili emendamenti, alcuni gruppi si sono detti disponibili a proporre all’aula atti di indirizzo che consentano di rendere meno grave e più flessibile l’impatto di tale provvedimento. Un’ulteriore misura sulla quale è stata attirata l’attenzione è quella dell’innalzamento dell’iva (dal 4% al 10%) sui servizi sociosanitari ed educativi erogati dalle cooperative sociali. Il danno in questo caso si rifletterebbe sulle persone, sulle famiglie e sugli stessi enti locali, oltre a causare un danno di notevole rilievo al mondo delle cooperative sociali.
Anche su tale aspetto si è incontrata l’attenzione dei gruppi parlamentari, con intenti emendativi. Nel corso della conferenza stampa è stata espressa da un lato la soddisfazione per la vasta adesione raccolta e per l’attenzione espressa dai gruppi parlamentari. Dall’altro, la rete rimane in stato di vigile mobilitazione prestando la massima attenzione verso ciò che il governo e le Camere decideranno le prossime settimane.
 
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