Cooperative sociali: escludere i servizi dal Patto di stabilità PDF Stampa E-mail
martedì 30 ottobre 2012
ImageLa crisi di liquidità mette a rischio i servizi.
Agci sociali, Federsolidarietà/Confcooperative e Legacoopsociali Basilicata scrivono al presidente della Giunta regionale, all'assessore alla Sanità e ai Prefetti di Potenza e Matera.

Il testo della lettera
Illustrissimi,
la presente è per denunciare lo stato delicato nel quale versano le cooperative sociali rispetto all’evidente crisi di liquidità.
La causa del disagio risiede nel mancato trasferimento delle risorse regionali ai Comuni e contestualmente nelle difficoltà economiche in cui versano molte amministrazioni locali. Nonostante il ritardo nei pagamenti, le cooperative hanno continuato il proprio lavoro, arrivando ad indebitarsi con le banche. Si rende necessario, dunque, un appello alle autorità istituzionali.
Va evidenziato, che il ritardo dei pagamenti oltre a creare la contrazione dei servizi nei territori, dove i Comuni li riducono per mancanza di liquidità a danno di anziani, disabili e minori, si riversano in buona parte sul lavoro dipendente, mortificando persone e le cooperative sociali, troppo spesso dimenticate e che, nonostante la crisi conclamata, proseguono nell’erogazione dei servizi e nel mantenimento degli impegni economici con i soci e dipendenti che ad oggi contano oltre 2500 persone in Basilicata. Le cooperative comunque, il costo del personale lo devono sostenere tutti i mesi e rappresenta questa, la voce preponderante nei servizi. Inoltre va sottolineato che in molti casi vi è già il ritardo dei pagamenti per lentezze burocratiche, a questo si aggiunge il patto di stabilità che complica ulteriormente la situazione.
Ad oggi la cooperazione sociale vanta un credito che supera i 6.500.000,00 euro. Cifre astronomiche a cui si aggiunge il fatto che le cooperative sociali, a differenza degli altri settori, non possono fermare la fornitura, pena la denuncia per interruzione di pubblico servizio. La cooperazione sociale, produce, genera occupazione, genera economia reale.
Se da un verso il Governo sta attuando misure urgenti per risolvere l’annosa questione del credito alle imprese, è anche vero che in questo momento la Basilicata sta vivendo il maggior momento di criticità legato ai servizi socio-assistenziali. Si chiede pertanto il chiarimento del rapporto tra obbligazioni contrattuali di pagamento per i contratti di servizio in corso e Patto di stabilità: troppo spesso quest’ultimo rischia di essere causa e giustificazione di ritardi che non dovrebbero avere motivo di esistere. Occorrono immediate misure che producano effetti reali nell’immediato.
La Regione Basilicata, a nostro parere, deve assumere la responsabilità del dover garantire l’esclusione del pagamento dei servizi sociali dal Patto di Stabilità.
Riteniamo quindi, che il vincolo di spesa delle risorse destinate ai servizi Sociali attraverso i Comuni che li attuano e la regolarità dei pagamenti siano determinanti affinché l’infrastrutturazione dei servizi creata negli anni 1999/2000 continui a contribuire ad una coesione sociale tanto ricercata.
Si chiede inoltre l’istituzione di un tavolo di confronto periodico per discutere dei ritardi dei pagamenti della pubblica amministrazione nei confronti delle cooperative sociali dei loro lavoratori e condividere con le forze sociali la modalità operativa di risoluzione dei problemi anche alla luce degli avvenuti adeguamenti contrattuali avvenuti lo scorso gennaio c.a.
Le cooperative sociali e i loro soci continuano a portare avanti la loro attività con grande senso di responsabilità e dignità, nonostante i ritardi stiano determinando una lenta agonia del settore dei servizi sociali.
Con cordialità.

Agci Sociali Basilicata
Federsolidarietà/Confcooperative Basilicata
Legacoopsociali Basilicata
 
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