Se il sociale entra in fattoria nasce lavoro a misura di persona PDF Stampa E-mail
di Legacoop.it   
martedì 15 marzo 2011
Scoprire la vita e il lavoro nei campi, coltivare piante officinali, raccogliere la frutta, lavorare il legno, stare a contatto con gli animali della fattoria. Se un'azienda agricola apre le porte al mondo delle cooperative sociali che si occupano di persone svantaggiate, può nascere qualcosa di buono. In Basilicata, regione a forte vocazione agricola, si sperimentano con successo formule nuove, coniugando esperienze rivolte agli utenti delle cooperative sociali con il lavoro quotidiano nei campi e nei frutteti. Un lavoro che viene calibrato sulle necessità e sulle capacità della persona, accompagnata in un percorso a contatto con la terra, i suoi frutti, la campagna.
 
È quel che succede a Montalbano Ionico, provincia di Matera, dove la cooperativa sociale Arcobaleno, rivolta al recupero e al sostegno delle persone, in particolare quelle disagiate, anziani, disabili e minori, ha dato il via a una collaborazione con l’azienda agricola Malaspina. “Un gruppo formato da una decina di ragazzi disabili – spiega Anna Carone delle cooperativa Arcobaleno - vengono accompagnati in fattoria dove hanno l’opportunità non solo di trascorrere giornate all’aperto ma anche di realizzare attività concrete in spazi adeguati”. Come il laboratorio di microfalegnameria: “I partecipanti vengono coinvolti nella ricerca di materiale da riciclare, che poi viene lavorato per creare nuovi oggetti”.
 
Il progetto, attualmente in corso, è una delle esperienze realizzate con il sostegno di Fondazione per il Sud, alleanza tra fondazioni di origine bancaria e mondo del terzo settore e del volontariato per promuovere l’infrastrutturazione sociale del Mezzogiorno, attraverso una sinergia con le diverse espressioni delle realtà locali, in un contesto di sussidiarietà e di responsabilità sociale. In Basilicata alcuni progetti esemplari, tra cui appunto work experiencenel mondo agricolo, sono stati promossi da una rete di nove cooperative sociali, aderenti al Consorzio Horus di Legacoop di Basilicata, da due associazioni di famigliari di utenti e dall'ente di formazione Opera don Calabria.
 
Un’operazione di semina, attraverso piccole esperienze positive, che sta dando i suoi frutti, come spiega Francesco Ritrovato, responsabile dell’area sociale di Legacoop Basilicata: “Guardiamo con grande interesse a queste sperimentazioni, a cui vogliamo dare continuità in futuro anche se occorre lavorare molto per sensibilizzare e trovare partner disponibili tra le aziende private”.
 
Intanto dalle collaborazioni di successo si creano nuove opportunità. Il laboratorio di falegnameria infatti non è l’unica esperienza positiva realizzata dall’azienda Malaspina insieme alla coop Arcobaleno. Quest’ultima ha tra i suoi servizi anche la comunità alloggio per minori e una casa famiglia per mamme, bambini e gestanti in difficoltà. “C’era la necessità di individuare un percorso di inserimento lavorativo per una ragazza di origine eritrea, ospite dalla casa insieme ai suoi tre figli”, spiega Anna Carone. “Attraverso un protocollo d’intesa con il Centro per l’impiego è stato avviato un tirocinio formativo di sei mesi con l’azienda agricola, seguito dall’assunzione. Ora la ragazza è stata dimessa dal nostro centro e vive autonomamente con i suoi bambini”.
 
“Un’esperienza positiva – ha sottolineato il titolare dell’azienda Francesco Malaspina, che porta avanti anche progetti mirati all’orientamento e all’inserimento lavorativo. “E così, ottenuto il permesso di soggiorno da parte della ragazza, ho stipulato un contratto a tempo determinato. Un buon risultato per un percorso che offre molti vantaggi per casi di questo tipo e un esempio che si può ripetere”.
 
L’azienda, sempre nell’ambito dei progetti di Fondazione per il Sud, collabora anche con altre cooperative sociali, come Cress di Policoro, che gestisce un centro diurno per disabili gravi, e La Mimosa di Grassano. Al centro, work experience rivolte a soggetti svantaggiati, mirate al benessere psico-fisico degli utenti e delle loro famiglie, attraverso il rapporto con la natura e con il ciclo biologico che regola l’agricoltura.
 
“Il concetto, racconta Malaspina - è quello della fattoria sociale, comunità aperta che facilita i contatti umani e realizza prodotti con il valore aggiunto di essere stati coltivati nell’ambito di progetti di utilità sociale. L’obiettivo è anche l’orientamento al lavoro”. Tante le attività realizzate: dalla realizzazione di fioriere, alla coltivazione di erbe aromatiche, dai laboratori del legno ad esperienze di pet-terapy. “Alleviamo capre e pecore, animali calmi capaci di trasmettere tranquillità e fiducia”, aggiunge il titolare, che progetta, in futuro di dare vita a una cooperativa sociale di tipo B in cui inserire ragazzi svantaggiati”.
 
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