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| Cialtronaggine del Sud o di chi lo saccheggia? |
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| di Alfonso Pascale (La Vera Cronaca) | |
| mercoledì 14 luglio 2010 | |
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La difficoltà di spendere i
finanziamenti europei non è soltanto un problema di capacità politica
delle Regioni o, per usare un'espressione tremontiana, di cialtronaggine
degli amministratori locali. In realtà, essa nasconde una questione di
efficienza burocratica e un problema più propriamente politico.
Per quanto riguarda il primo aspetto, occorre sottolineare che spendere i fondi europei significa avere un personale amministrativo all'altezza di procedure estremamente complesse. Non è come spendere nella sanità, dove basta assumere infermieri e lasciare liberi i direttori generali di sfondare i bilanci. Le procedure europee sono sottoposte a una serie rigorosa di controlli ex-post. Nonostante gli sforzi dell'Unione Europea di far crescere anche nel Mezzogiorno una tecnostruttura capace di gestire i fondi comunitari, questo obiettivo è ancora lontano. Tale problema ce lo trasciniamo dalla Prima Repubblica e non si è risolto nemmeno coi governatori eletti direttamente dal popolo.
In verità, un
tentativo fu fatto negli anni Novanta quando si sperimentò la
progettazione "dal basso" con iniziative di piccole dimensioni. Ma tutti
dettero addosso a quell'ondata di progettualità partecipata,
criticandone la scarsa capacità di fare massa critica e di lasciare il
segno in termini di sviluppo. Si spendeva a pioggia e tuttavia si
spendeva con un entusiasmo a livello locale che non si era mai visto
prima.
Si è tornati così all'idea di realizzare solo pochissime grandi opere da cinquecento e passa milioni ma, scontrandosi però con l'inefficienza delle strutture amministrative regionali nel gestire i megaprogetti. E qui, dietro la spesa europea, si nasconde un problema schiettamente politico. Per realizzare, infatti, opere di grandi dimensioni, spesso su base interregionale, è indispensabile l'intervento attivo del governo. La scusa è quella di garantire, si fa per dire, il supporto operativo di cui le Regioni non dispongono. E spunta ogni volta l'idea di ennesime task force e cabine di regia per centralizzare le decisioni di spesa e le annesse procedure di gara.
Ma in questo modo le Regioni del
Nord potranno continuare a spendere in autonomia i fondi europei e
quelle meridionali saranno esautorate delle loro prerogative a vantaggio
dei soliti noti che frequentano da decenni i ministeri e si sono ormai
specializzati nel saccheggiare il Mezzogiorno. Perché, secondo
Tremonti, questa gente non rientra nella categoria della
"cialtronaggine"? Eppure la prova della loro incapacità è sotto gli
occhi di tutti quando si gira un po' la penisola fino alla punta dello
stivale. |
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