Calzolari: «Destra, sinistra? Non schiero Legacoop, noi aperti al confronto» PDF Stampa E-mail
di Pierpaolo Velonà (Il Corriere di Bologna)   
giovedì 01 luglio 2010

«Il nostro appoggio? Non è affatto scontato. Legacoop è autonoma e i nostri cooperatori voteranno secondo coscienza». Così il presidente di Legacoop Gianpiero Calzolari: «Destra, sinistra? Noi siamo interessati a dialogare con chiunque sarà in gara. Gianpiero Calzolari, presidente di Legacoop Bologna, come ha preso il ritiro di Sassoli De’ Bianchi dalla corsa a sindaco? «Normale che in questa fase ci siano proposte e controproposte. Siamo ancora in una fase di avvicinamento al voto: la scadenza è lontana e l’appuntamento è importante».
Ma senza il Conte, Bologna ha perso una risorsa, come sostiene il senatore Pd Walter Vitali? «Tutte le proposte hanno bisogno di essere validate sul campo. Questa considerazione va al di là del valore professionale delle persone. Diciamo che adesso la macchina delle candidature si sta assestando, e non mi scandalizza che ci siano tanti nomi in circolazione». In pole position, in realtà, c’è Maurizio Cevenini. Che cosa ne pensa? «Vale per lui quello che vale per tutti gli altri candidati: quando saranno ufficialmente in campo, li accoglieremo volentieri per parlare di Bologna». Insomma, sembra intenzionato a ripetere lo schema del 2009, quando annunciò che il sostegno di Legacoop a Delbono, e dunque al centrosinistra, non era affatto scontato... «Sarà così anche stavolta. Legacoop è autonoma perché la nostra base è autonoma. Se così non fosse, con tutti gli associati che abbiamo, sarebbe un pericolo per la democrazia. E invece i nostri cooperatori voteranno secondo coscienza». Guarda anche al centrodestra? «Dico solo una cosa: tutta la politica bolognese ha il compito di riscattarsi, al centro, a destra e a sinistra. Questa situazione di vuoto istituzionale seguita alle dimissioni di Delbono, è un grosso problema, anche per noi di Legacoop. E la responsabilità è sia della destra che della sinistra». In che senso? «Prima la sinistra non ha vigilato abbastanza, poi la destra non ha fatto il possibile perché si andasse a votare in tempi brevi». Insomma, ora a chi tocca? «Chi ha da tessere, lo faccia: sia la destra che la sinistra. Noi siamo interessati a ragionare con chiunque sarà in gara. Il nostro compito è quello di tirare fuori il meglio da tutti i candidati in campo». Ha un candidato ideale? «Di potenziali sindaci ce ne sono tanti. In questo senso sono ottimista, ma tracciare un profilo particolare significa promuovere qualcuno e bocciare gli altri. E non è questa la mia intenzione». Allora che cosa chiede, al nuovo sindaco?«Bologna ha bisogno di una dimensione metropolitana. Bisogna realizzare le infrastrutture: non come fine, ma come rete. Mi piacerebbe parlare di nuove connessioni pubblico-privato. E poi dobbiamo cercare di trattenere i giovani che studiano qui all’Università: sono una grande risorsa. Peccato che poi scappino via».
 
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