Editoria, Mediacoop sollecita il Governo a riformare il sistema comunicazione PDF Stampa E-mail
di Legacoop.it   
mercoledì 16 giugno 2010
ImageRoma, 15 giugno 2010 - “Si dia vita ad un provvedimento di urgenza per ricostituire il diritto soggettivo, per ripristinare gli incentivi all’emittenza locale ed ai giornali esteri, per costruire le condizioni per sbloccare la trattativa Poste-Editori sulle tariffe, per detassare l’investimento incrementale della pubblicità nella carta stampata, equiparare l’iva per i quotidiani online a quella prevista per la stampa, prorogando inoltre almeno di tre anni la norma prevista dall’art.15 comma 6 della legge 112/2004 ( art. 43 comma 12 T.U. radiotelevisione)”.
 

È questo l'appello lanciato da Mediacoop attraverso la relazione del presidente onorario Lelio Grassucci, all'Assemblea nazionale dell'Editoria Cooperativa che si è svolta oggi a Roma. L'Assemblea, aperta da Mario Salani, presidente di Mediacoop, ha visto la partecipazione di parlamentari, giornalisti e rappresentanti del Governo e delle associazioni del settore.

Parallelamente al provvedimento di urgenza da inserire nella manovra economica in discussione, Mediacoop, inoltre, sollecita il Governo perché "prenda in mano la situazione e proceda in tempi brevi, come promesso, alla presentazione di un DDL di riforma del sistema della comunicazione, per riaprirne il mercato e creare le condizioni per far fronte alla pesante crisi dell'editoria, e per la qualificazione delle sue aziende editoriali".



Con queste proposte Mediacoop, in sostanza, chiede al Governo di dare attuazione all'appello sottoscritto da 360 Deputati, nel febbraio scorso, alle richieste della Commissione Cultura della Camera e dell'Aula del Senato che hanno impegnato il Governo a prorogare, almeno fino al primo gennaio 2012, il diritto soggettivo ed a presentare, entro il 30 giugno 2010, un disegno di legge di riforma dei contributi all'editoria.

E' questo, secondo Mediacoop, il percorso da seguire in attesa della riforma del settore in gestazione da oltre dieci anni. "Una riforma indispensabile per costruire un moderno sistema della comunicazione in Italia".

"Ma non possiamo aspettare. Il settore editoriale" - ha aggiunto Grassucci - "si sta avvitando verso una situazione di non ritorno: oltre cento testate cooperative, non profit, di partito, edite e diffuse all'estero e tante aziende dell'emittenza locale sono destinate a chiudere". Questo significa "una perdita di oltre 4.500 posti di lavoro, tra giornalisti e poligrafici, la scomparsa di tante testate storiche, di tante voci delle comunità locali: una perdita in termini di diritto all'informazione e per i cittadini". "Per evitare una simile iattura l'intervento dello Stato è indispensabile" "per correggere le discriminazioni del mercato e garantire il pluralismo delle fonti".

Ma Mediacoop, ha detto ancora Grassucci, "è consapevole delle difficoltà economiche presenti e da sempre impegnata per rendere più trasparenti e rigorosi i criteri per l'accesso ai contributi, per garantire un uso corretto delle risorse ed un risparmio per i conti dello Stato". Per questo Mediacoop propone di presentare un emendamento al testo della manovra in discussione al Senato che preveda che - accanto all'attuale tetto previsto ai contributi diretti - se ne aggiunga un altro, invalicabile, legato al numero dei giornalisti e poligrafici dipendenti.

Per reperire le risorse necessarie, per il biennio 2011 e 2012, aggiuntive agli attuali stanziamenti di bilancio, l'emendamento deve inoltre prevedere che:

  • si riconduca alle finalità originarie il Fondo Editoria, escludendo le spese per convenzioni (circa 60 milioni);

  • si appostino in bilancio i fondi di cui all'art.56 comma 2 della legge 99/ 2009 (70 milioni per ciascun anno del biennio).

  • si equipari l'iva sui prodotti collaterali non editoriali (gadget), venduti in edicola, a quella prevista nella rete commerciale ordinaria (60ml).

L’intervento di Elisa Grande, Consigliere per l’Editoria presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri
“Il Dipartimento per l’informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri non poteva non rispondere al segnale di attenzione che il mondo dell’editoria rappresentato da Mediacoop e da Media non profit ha sollecitato con questo convegno” - ha detto Elisa Grande Consigliere per l’Editoria, che ha dichiarato di condividere le valutazioni espresse nella relazione in merito alla gravità della crisi del settore - “la più grave dopo quella del 1981 che portò al varo della legge 416” e “alla esigenza di difendere il pluralismo nel campo dell’informazione quale baluardo della democrazia” ed ha sottolineato come le proposte avanzate da Mediacoop “siano interessanti e meritino un attento esame” . Una valutazione ed una consapevolezza - ha aggiunto il Consigliere - che ha spinto la Presidenza del Consiglio a farsi carico, nel quadro delle necessità di riequilibrio dei conti pubblici e di contrazione della spesa, imposte dalla crisi globale – ad intervenire anche prelevando da un fondo interno della stessa Presidenza del Consiglio i finanziamenti per il 2009 dei contributi concessi, senza pesare sul fondo dell’Editoria. Va osservato, ha però aggiunto, che finora gli interventi del legislatore si sono concentrati sul fronte dell’offerta, mentre dal lato della domanda siamo in presenza di una contrazione sensibile. Grandi ha ritenuta condivisibile la richiesta di mantenere il diritto soggettivo, ma ha sottolineato come occorrano senz’altro criteri più rigorosi nell’impiego delle risorse. Nel 2009 - ha precisato - sono stati erogati complessivamente 185 milioni di euro per l’Editoria e non condivido l’osservazione critica presente nella relazione di Grassucci riguardo alla quota destinata alla RAI in quanto ritengo faccia parte integrante del sostegno agli operatori dell’informazione”, ha detto in sintesi Elisa Grande. “Per quest’anno 2010 effettivamente sono previsti tagli per 65 milioni di euro per il settore editoriale che va ad incidere sul bilancio dei giornali e delle emittenti radiofoniche che hanno espresso qui la loro forte preoccupazione per la sopravvivenza. Nei confronti di questo problema e di quello parallelo dell’aumento sensibile delle tariffe postali, dall’aprile scorso, abbiamo sollecitato un tavolo di trattative presieduto dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti . Auspichiamo vivamente che si trovi una soluzione sulle questione tariffe – facendo presumibilmente slittare il debito postale, - in un tavolo di trattativa . Per il 2011 intendiamo chiedere una integrazione ma non posso non rimarcare come su queste scelte la decisioni non possa che dipendere dalle scelte di compatibilità definite dal Ministero dell’Economia e dalle decisioni insindacabili del Parlamento.


Le conclusioni di Mario Salani, presidente di Mediacoop
Nel trarre le conclusioni dell’assemblea il presidente di Mediacoop, Mario Salani, ha sottolineato come le proposte avanzate da Mediacoop siano state ispirate da due motivazioni fondamentali. Da un lato scongiurare la crisi delle imprese editoriali cooperative, non profit, le testate e le emittenti locali e della rete dei giornali italiani diffusi all’estero che rappresentano tutti una espressione irrinunciabile di democrazia , per tutelare non interessi corporativi, ma piuttosto il diritto di informazione dei cittadini. Nello stesso tempo ci siamo fatti carico delle esigenze di restrizione di spesa e di equilibrio di bilancio imposte dalla crisi ed abbiamo proposto , in questa chiave, soluzioni che non portassero alcun aggravio dei costi, auspicando che postesser essere inserite nella manovra finanziaria in corso di approvazione. Se il problema è di soldi, abbiamo dato delle risposte; ma se a queste proposte non vengono risposte e ai problemi posti non vengono date soluzioni, allora non possiamo non rilevare che l’effetto che ne deriva è quello di mettere in condizioni tutte queste testate di non operare. Spegnendo, spesso in modo irrimediabile, voci, opinioni, contributi critici. Anche questo costituisce un bavaglio alla informazione. Ma in questo convegno abbiamo preso atto della manifestata condivisione e disponibilità di tutti i nostri soci e questo ci incoraggia a proseguire nella nostro impegno continuando ad assumere iniziative sia sul fronte dei rapporti con le istituzioni, e con i rappresentanti del Parlamento e della politica, sia dal lato della rappresentanza. Continueremo a sostenere le nostre proposte ispirate a criteri di trasparenza e di rigore, cercando di cogliere tutte le opportunità offerte dall’iter parlamentare della legge in discussione, sollecitando le istituzioni competenti ed in particolare il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio perché dia seguito agli impegni assunti per l’Editoria. Voglio infine richiamare come Il mondo delle imprese editoriali che rappresentiamo è particolarmente rilevante per molte ragioni che meriterebbero un atteggiamento di forte attenzione da parte del Governo. In primo luogo è un settore dove lavorano prevalentemente giovani, che sanno esprimere capacità di innovazione e creatività: una risorsa che andrebbe valorizzata. In secondo luogo è l’espressione viva di quella volontà riformatrice che ispirava l’articolo 416 dell’981: non vorremmo e ci impegniamo ad assumere ogni iniziativa perché quei principi di libera informazione neon diventino solo una utopia.
 
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