|
Nel 2009 un incremento medio del fatturato dell’1,62% e dell’occupazione dello 0,77%.
Commercio e servizi i settori più dinamici
Anche le cooperative risentono, inevitabilmente,
della pesante crisi che investe l’economia italiana e mondiale, ma
conservano comunque, in molti comparti di attività, una capacità di
crescita che si traduce in un quadro complessivo di tenuta sia sul
fronte del giro d’affari che su quello dell’occupazione.
È questa la fotografia delineata dai dati di preconsuntivo 2009
elaborati dal Centro Studi di Legacoop, presentati nel corso di una
conferenza stampa alla quale hanno partecipato il Presidente Giuliano
Poletti, il Vicepresidente Vicario Giorgio Bertinelli ed il
Responsabile del Centro Studi, Alberto Zevi.
Dai dati risulta che le cooperative aderenti all’organizzazione
registrano un incremento complessivo del fatturato pari all’1,62% (in
valore assoluto, dai 55 miliardi e 909 milioni ai 56 miliardi e 813
milioni) e dell’occupazione dello 0,77% (da 481.831 a 485.541
occupati).
“Un dato” -ha sottolineato Poletti- “certo non in
linea con i ritmi di crescita fatti registrare negli anni precedenti, e
con significative differenziazioni rispetto ai diversi comparti di
attività, ma, in ogni caso, particolarmente significativo se paragonato
ai principali indicatori dell’economia nazionale”. “Non va infatti
dimenticato” -ha aggiunto il Presidente di Legacoop- “che secondo le
stim, nel 2009 il PIL italiano ha fatto registrare una diminuzione
intorno al 5%, mentre la rilevazione Istat sulle forze lavoro
evidenzia, su base annua, un calo del 2,2%, pari a 508.000 unità”.
In crescita (+ 2,9%) anche i soci delle cooperative Legacoop, che
passano da 8.307.550 a 8.550.699, con un contributo particolarmente
significativo della cooperazione di consumatori, che mette a segno un +
3,47%.
“Le cooperative” -ha detto Bertinelli- “presentano generalmente
una longevità superiore alle altre imprese e in questa situazione di
crisi hanno dimostrato una capacità di tenuta superiore”.
“Con gli strumenti concreti che abbiamo attivato a sostegno delle
nostre associate” –ha aggiunto il Vicepresidente vicario di Legacoop-
“ci siamo proposti come obiettivo proprio quello di fornire un sostegno
mirato per la prosecuzione e lo sviluppo delle attività
imprenditoriali, mantenendo il più possibile i livelli di occupazione,
e consentire alle nostre cooperative di affrontare e superare la fase
critica che si prospetta ancora lunga e difficile”.
D'altronde, i dati presentati oggi , che risultano complessivamente
positivi ,specie se raffrontati allo scenario economico generale,
dimostrano la giustezza degli indirizzi e delle azioni messe in atto da
Legacoop attraverso gli strumenti di supporto, le sue strutture
nazionali, settoriali, e soprattutto attraverso la rete di strutture
regionali che costituiscono dei presidi , dei terminali di dialogo e di
monitoraggio territoriale preziosi al fine di canalizzare ed accrescere
le potenzialità e l’efficacia degli interventi ,evitando la dispersione
delle risorse.
::. LE DINAMICHE DEI PRINCIPALI SETTORI
Agroalimentare
Fatturato + 0,81%; occupati + 0,34%
Le cooperative Legacoop, il cui giro d’affari è principalmente composto
dall’attività di trasformazione industriale dei prodotti agricoli
conferiti, mostrano, complessivamente, una buona tenuta, nonostante la
crisi che colpisce il settore primario testimoniata dai dati
Unioncamere relativi al numero di imprese agricole: nel solo biennio
2007-2008 si evidenzia, infatti, una diminuzione nel numero di aziende
agricole di circa 73.000 unità, con una contrazione pari al 7,8%.
Significativa appare la positiva risposta alla crisi manifestata dal
comparto lattiero-caseario, dove si registrano inversioni di tendenza
(v. segmento del Parmigiano) rispetto agli andamenti degli ultimi anni.
Dati negativi, al contrario, si registrano nel comparto del vino e
dell’ortofrutta, settori dove l’export gioca un ruolo importante per
l’allocazione delle produzioni, e dove, appunto, si è avuto un calo
considerevole della domanda, soprattutto da parte degli Stati Uniti e
della Gran Bretagna.
Produzione e lavoro (costruzioni, manifatturiero, progettazione)
Fatturato - 2,44%; occupati + 0,005%
La
morsa della crisi sembra stringersi soprattutto attorno al comparto
manifatturiero, già in flessione nel secondo semestre 2008. Una buona
parte dei risultati negativi sono da attribuirsi al calo del fatturato
estero, che si aggirerebbe intorno al -2,6%.
Il settore delle costruzioni, grazie alla natura stessa dell’attività
svolta -fondata prevalentemente su commesse e lavori di media lunga
esecuzione e rotazione- presenta una situazione relativamente migliore
di quella dell’industria in senso stretto. Per la stessa ragione, si
prevede un calo nel 2010.
Altri aspetti di questa fase economica recessiva riguardano
l’occupazione e, in particolare, l’accesso agli ammortizzatori sociali.
Da un’indagine congiunturale del settore complessivo si evidenzia come
esso abbia interessato meno di 1/3 delle associate, con percentuali di
utilizzo modeste (4,5% delle ore lavorabili).
Da non sottovalutare, inoltre, l’allungamento verificatosi nei tempi di
incasso per i suoi evidenti riflessi sull’indebitamento complessivo e,
quindi, sull’equilibrio patrimoniale delle cooperative stesse.
Il secondo semestre 2009 appare più positivo, anche se non sembra aver
attenuato un’annualità segnata da numerose difficoltà. Segmentando le
cooperative per dimensione e territorio, è possibile affermare come le
ricadute più evidenti si siano prodotte nelle cooperative più grandi e
nell’area Nord Est e Centro del Paese.
Servizi
Fatturato + 5,02%; occupati + 0,96%
Il settore mostra una crescita
complessiva soddisfacente rispetto agli altri comparti Legacoop.
Essa è il frutto della combinazione di un aumento, seppure contenuto,
nei settori multiservizi e ristorazione e di un generale mantenimento
in termini reali nelle attività varie. Fa eccezione l’intero comparto
della logistica, per il quale si deve registrare una diminuzione del
giro d’affari.
Vi è, inoltre, da sottolineare come la maggior parte degli incrementi
registrati siano dovuti ad operazioni di acquisizione.
Cooperazione
sociale
Fatturato + 1,85%; occupati + 1,10%
In questo segmento cooperativo si registra un rallentamento della
crescita che aveva caratterizzato il suo complessivo sviluppo anche
negli anni più recenti.
Trattandosi di un mercato dove le cooperative operano sostanzialmente
attraverso commesse pubbliche, risultano evidenti i riflessi della
capacità di spesa espressa dagli Enti Locali, soprattutto nel settore
sanitario.
Ma non solo. Si tenga conto che molte cooperative di questo settore
operano per l’obiettivo dell’inserimento lavorativo di soggetti
svantaggiati. La riduzione di commesse pubbliche -come ad esempio
quella avanzata con la circolare 14.12.2009 da parte del Ministero
dell’Istruzione- non solo rischia di minare l’imprenditorialità, ma
comporterebbe anche l’inasprirsi di un problema sociale legato a
soggetti particolarmente deboli sul mercato del lavoro, con aggravi
anche pesanti sui bilanci familiari già compromessi nel loro potere
d’acquisto dalla crisi economica.
Si tenga conto, peraltro, che anche questo settore, e in misura non
irrilevante, soffre già da alcuni esercizi l’allungamento dei tempi di
riscossione sui servizi erogati, con conseguenti negatività sui conti
aziendali.
Cooperazione fra dettaglianti
Fatturato + 6,30%; occupati + 1,09%
È sicuramente il settore più dinamico tra quelli in cui opera la cooperazione aderente a Legacoop.
In un anno contrassegnato da una forte crisi economica, infatti, Conad consolida la propria posizione di mercato e nel segmento dei supermercati fa registrare una quota del 14,6% (Fonte: Nielsen).
Tale successo è dovuto anche all’introduzione di nuovi servizi, quali parafarmacie e distributori di carburanti, ai quali si è recentemente aggiunta l’ottica.
Cooperazione tra consumatori
Fatturato + 0,94%; occupati + 0,88%
La generale diminuzione dei consumi legata alla fase recessiva in atto ha determinato un rallentamento, in termini monetari, delle vendite Coop.
La base sociale, tuttavia, continua ad aumentare a ritmi sostenuti: + 3,5% nel 2009, raggiungendo i 7.200.000 cittadini. Ciò a conforto di una strategia delle Coop che, attraverso una politica dei prezzi che ne ha anche compromesso la redditività commerciale, ha teso a far rimanere quanto più stabile possibile il potere d’acquisto dei propri soci e clienti.
Un impegno, quest’ultimo, che si protrarrà anche per tutto il 2010 e che sarà accompagnato da un piano di sviluppo che prevede, tra il 2010 e il 2011, l’apertura di 66 nuovi punti vendita, tra cui 6 ipermercati al Sud.
|