Le origini della cooperazione PDF Stampa E-mail

L'Inghilterra è la patria della prima esperienza di cooperativa: la Rochedale Society of Equitable Pioneer

Si tratta della prima cooperativa di consumo che nasce nel 1844. Essa ha un forte sviluppo nell’Inghilterra industriale (nel 1891 supererà il milione di soci) e vi costituirà sempre, fino ai giorni nostri, il settore trainante e il modello dominante dell’intero movimento cooperativo britannico (così avverrà anche in altri Paesi dell’Europa del Nord). Nel 1864 viene costituita a Manchester la Cooperative Wholesale Society: un consorzio di 56 cooperative di consumo che contano nel complesso 18.337 soci. Nel 1868 un’analoga struttura consortile è costituita per la Scozia, raggruppando 57 cooperative, a Glasgow.
Attorno alla cooperazione di consumo, e sempre restandole legati, si svilupperanno nel Regno Unito i settori cooperativi del credito e della produzione. Fra i promotori della cooperazione inglese vanno ricordati Robert Owen, industriale filantropo, e il movimento cartista.
La vicenda del movimento cooperativo britannico si intreccerà, nel Novecento, con quella del movimento sindacale e di quello Terra d’origine dell’economia cooperativa è l’Inghilterra, dove la prima rivoluzione industriale aveva portato un profondo sconvolgimento nelle condizioni di vita dei ceti produttivi tradizionali: la prima cooperativa moderna e capace di durare nel tempo (altri esperimenti analoghi erano stati tentati nei decenni precedenti, ma si erano rivelati effimeri) nasce a Rochdale nel Lancashire, non lontano da Manchester, capitale dell’industria cotoniera.
Qui, nel 1844, ventotto tessitori, colpiti dalla spietata concorrenza della grande industria, danno vita alla prima cooperativa di consumo, il cui scopo è di fornire ai soci generi di prima necessità a prezzi non gravati dalla speculazione. I soci fondatori di quella storica cooperativa (che esiste e opera ancora oggi) sono ricordati col nome di "probi pionieri" ("equitable pioneers") e il loro merito principale sta nell’aver introdotto un modo di funzionamento nuovo della società cooperativa: vendita dei generi non più a prezzo di costo, ma a prezzo di mercato, quindi comprendente una quota di utile commerciale, da distribuirsi fra i soci a fine anno in proporzione agli acquisti effettuati da ciascuno di essi presso la cooperativa.
Questo criterio di distribuzione degli utili, detto "ristorno", consentì di dare maggiore solidità e coesione alla cooperativa, rendendola capace di resistere nel tempo (poiché la sua gestione non si affidava più al puro volontarismo, ma faceva leva anche sull’interesse) e fa parte di quei "principi di Rochdale" che costituiranno da allora in poi il punto di riferimento ideale dell’economia cooperativa.
Da quella data la cooperazione, si inserisce nell'ambito di quella libertà di associazione che è una delle conquiste essenziali dell'800, comincia a diffondersi un po' in tutta Europa.

La cooperativa di Rochedale si basava sui seguenti principi:
  • Adesione libera e volontaria (capitale variabile);
  • Libera elezione, da parte di tutti i soci, degli organi direttivi ed amministrativi della società cooperativa ("Controllo democratico");
  • Pratica del "ristorno": distribuzione degli utili ai soci in proporzione alle transazioni con la cooperativa (acquisti, conferimenti, prestazioni lavorative) effettuate da ciascuno di essi;
  • Interesse limitato, sul capitale, alle quote sociali (carattere strumentale del capitale);
  • Vendita per contanti;
  • Neutralità politica e religiosa;
  • Sviluppo della educazione cooperativa
  • Collaborazione tra organismi cooperativi

Alcuni di questi principi sopravvivono ancora, anche se alla luce dei cambiamenti, economico - sociali, avvenuti negli anni, essi sono stati ripresi e aggiornati dall’Alleanza Cooperativa Internazionale durante il congresso di Vienna del 1966.
L’Alleanza Cooperativa Internazionale è un organismo, sorto a Londra nel 1895 con lo scopo di allacciare rapporti di collaborazione e cooperazione tra stati a livello economico - sociale. L’A.C.I raggruppa a tutt’oggi le associazioni nazionali presenti in 66 Stati.
La cooperazione inizia a svilupparsi in tutta Europa, con caratteristiche diverse e soprattutto in ambiti differenti in ogni paese: cooperazione di produzione in Francia, cooperazione di credito in Germania, cooperazione agricola in Danimarca.

 
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