«Chiediamo alla Regione Basilicata di convocarci il prima possibile o sarà mobilitazione». È questo il messaggio lanciato agli Stati generali della cooperazione sociale che si sono svolti a Potenza il 22 luglio e sono stati promossi dall’Osservatorio paritetico regionale su appalti e accreditamenti territoriali, composto da sindacati di categoria e organizzazioni della cooperazione sociale operanti in regione, ovvero Federsolidarietà Confcooperative, Legacoopsociali e Agci Impresa Sociale.
Il mondo sindacale e della cooperazione sociale ha presentato un
documento programmatico condiviso e sottoscritto anche dalle
organizzazioni sindacali confederali di Cgil, Cisl e Uil Basilicata, che
sarà sottoposto all'attenzione della Regione, dei Comuni, delle aziende
sanitarie e degli ambiti territoriali. «Il documento – hanno spiegato la presidente dell'Osservatorio, Giuliana
Scarano e il vicepresidente, Michele Plati – è scritto insieme chi
rappresenta le cooperative sociali e chi rappresenta i lavoratori:
educatori, oss psicologi, assistenti sociali, animatori, amministrativi.
Due punti di vista che qui convergono perché il problema che hanno
davanti è lo stesso: un sistema di finanziamento pubblico che non tiene
il passo con i costi reali del lavoro e dei suoi aggiornamenti e dei
servizi». «Quando un contratto nazionale aumenta i salari e nessuno
aumenta le tariffe che pagano quei salari – hanno continuato Scarano e
Plati – cooperative e lavoratori finiscono dalla stessa parte del
problema: l’impresa sociale rischia di non reggere, il lavoratore
rischia di non vedere applicato ciò che gli spetta. È da questa
constatazione condivisa che nasce la scelta di scrivere una piattaforma
comune, anche con l’obiettivo e la speranza di avviare la riflessione su
di un contratto integrativo moderno che integri e rafforzi il contratto
collettivo nazionale della cooperazione sociale. La Regione Basilicata e
le aziende sanitarie in tutte le loro articolazioni, i Comuni e gli
ambiti non possono e non devono rimanere inerti».
«Le cooperative sociali sono presenti su tutto il nostro territorio e
soprattutto nelle aree interne rappresentano dei veri presidi
territoriali e punti di riferimento per famiglie e persone in
difficoltà», ha sottolineato nel suo intervento il direttore di Legacoop
Basilicata Nello Onorati. «Per troppo tempo gli appalti pubblici sono
stati governati dalla logica del massimo ribasso. Occorre lavorare su un
modello diverso di appalti pubblici dove la qualità del lavoro e dei
servizi e l’inclusione sociale siano aspetti centrali. Il rinnovo
contrattuale della cooperazione sociale ha segnato una nuova stagione
nella quale si è consolidato il giusto riconoscimento al lavoro sociale,
per molto tempo mortificato e svilito nella sua dignità. A ciò spesso
non corrisponde un adeguamento delle tariffe contrattuali che ne
consentirebbero la piena applicazione». «L’Osservatorio – ha aggiunto
Onorati – deve essere un presidio costante per garantire l’equilibrio
contrattuale ed evitare che l’aumento dei costi che si scarichi sulle
cooperative e i lavoratori. Organizzazioni sindacali e cooperazione
sociale devono lavorare insieme per costruire politiche pubbliche
innovative, capaci di generare valore per le comunità e di orientare gli
appalti pubblici verso obiettivi di sviluppo sociale».
Nel documento programmatico elaborato congiuntamente, l'Osservatorio
denuncia che “il lavoro nei servizi sociali costa e va pagato per
intero". “Gli aumenti del Ccnl delle cooperative sociali – è stato
rimarcato – sono giusti e vanno applicati, ma le tariffe pubbliche
restano ferme mentre il costo del lavoro sale. Questo costringe le
cooperative a tagliare personale e ore, e i lavoratori a subire salari
erosi e ritardi nei pagamenti”. Occorrerebbe un adeguamento automatico e
immediato delle tariffe ogni volta che cambia il Ccnl”.
Critiche anche alla delibera regionale 194/2017 sul manuale di
accreditamento, che genera ambiguità interpretative con conseguenze
concrete su organizzazione dei servizi e contenziosi. Il confronto
avviato dal Dipartimento Salute si è fermato dopo un solo incontro.
Sulle rette per i minori, la Basilicata è tra le ultime regioni
italiane, con un divario crescente rispetto al resto del Paese mentre
gli obblighi contrattuali aumentano. Occorre un adeguamento immediato e
una revisione automatica legata ai costi reali del lavoro qualificato.
Riguardo la non autosufficienza, l'assistenza ad anziani e disabili
gravi ricade tutta su famiglie e operatori, senza un sistema regionale
strutturato. Dall’unico incontro convocato non è scaturita alcuna misura
concreta. L’Osservatorio invoca l'istituzione di un fondo regionale
dedicato, una programmazione pluriennale condivisa e un tavolo
permanente.
Anche gli Ambiti territoriali non riconoscono più i costi reali dei
servizi, applicando tariffe calcolate su parametri obsoleti. “Ciò genera
cooperative sottocapitalizzate e contratti precari. La piattaforma
programmatica invoca uno stanziamento straordinario e una revisione
strutturale dei criteri di finanziamento.
Sindacati e cooperative auspicano inoltre l'esecuzione tempestiva delle
gare già concluse, evitando proroghe indefinite prive di adeguamenti
Istat e contrattuali, e la tutela degli investimenti fatti in strutture e
personale specializzato secondo la delibera 12/18.
È stata infine avanzata la richiesta di nuove mappe dei fabbisogni
realistiche e il convenzionamento delle strutture accreditate (delibera
167/2020), con un cronoprogramma preciso, per contrastare la precarietà e
l'emigrazione sanitaria.
Il documento si presenta come "un'alleanza, non una somma di
rivendicazioni": cooperative e lavoratori, pur con posizioni diverse su
alcuni temi interni, condividono la stessa istanza di fondo verso la
Regione — un sistema pubblico che finanzi adeguatamente i servizi. La
conclusione è netta: il confronto deve produrre "atti, scadenze e
risorse — non solo incontri".
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