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Olio in Basilicata, Colonna: “Carenza d'acqua, servono politiche programmatiche" |
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di Ufficio stampa
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martedì 07 ottobre 2025 |
«Ancora una volta gli olivicoltori lucani sono costretti a scrutare il cielo e a sperare che, in queste settimane che precedono la raccolta, le condizioni climatiche possano cambiare per riportare in una media dignitosa la produzione». Lo afferma Paolo Colonna, responsabile Legacoop Agroalimentare Basilicata, che lamenta una risposta tardiva a quello che oramai è un problema strutturale, non più emergenziale. «Il clima è cambiato e occorre costruire politiche agricole di stampo programmatico e non reattivo per affrontare la nuova situazione».
«Si registra sì una netta ripresa nel previsionale per la prossima campagna olearia – afferma Colonna – con un 65% circa di recupero, ma il dato è rispetto al disastroso 2024, anno in cui la produzione olivicola lucana si era praticamente azzerata a causa della siccità». «La carenza di acqua anche quest’anno – prosegue – condiziona nuovamente l’agricoltura lucana, soprattutto nelle aree interne dove le risorse idriche sono pressoché inesistenti. La produzione è dunque a macchia di leopardo. Chi ha avuto la possibilità di irrigare le piante è riuscito a intervenire in tutte le fasi della crescita fenologica del frutto e avrà un prodotto invece di altissima qualità, derivante da olive prive di attacchi di parassiti. Diversamente, come avviene nella maggior parte delle zone interne, si ritrova un frutto assai piccolo, senza polpa, che trasformato in queste condizioni restituirà un olio con un particolare senso di legno».
Sono 27mila gli ettari dedicati all’olivicoltura in Basilicata e 23mila le aziende che detengono un uliveto. Il 95% opera in autoproduzione, solo il 5% si dedica alla produzione in maniera professionale con un valore del commercializzato che si aggira sui 60 milioni di euro. Si parla complessivamente di 30mila tonnellate di olive prodotte, che generano da 4 a 6mila tonnellate di olio lucano. Il valore sulle giornate lavorative impegnate e le prestazioni di servizio dei frantoi cumulano 120 milioni di euro.
«Ci auguriamo che, in queste settimane che precedono la raccolta, le condizioni climatiche possano cambiare – conclude il responsabile di Legacoop Agroalimentare Basilicata – per salvare il salvabile e portare avanti una campagna olearia nella media dal punto di vista quantitativo ed eccellente da quello qualitativo».
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