Nel centro storico di Potenza il primo housing sociale della Basilicata PDF Stampa E-mail
di Ufficio stampa   
venerdì 27 settembre 2019
ImageApre in pieno centro storico di Potenza, in un condominio di via 4 novembre, il primo housing sociale della Basilicata. L’appartamento ospiterà cinque persone con disagio abitativo e con storie di indigenza, di dipendenza o di problemi giudiziari. Il progetto, realizzato dall’associazione Insieme con la cooperativa L’Aquilone Insieme, finanziato dalla Fondazione con il Sud, ha una durata iniziale di quarantotto mesi e si avvale del partenariato del Comune, della Casa Circondariale di Potenza e dell'associazione Mosaico. I cinque posti letto presenti nella struttura saranno assegnati da un’équipe specializzata che strutturerà, nel contempo, dei piani di reinserimento personalizzati.

Le porte della casa sono state aperte lo scorso 24 settembre. «Vogliamo accogliere storie di vita, offrendo l'opportunità di interiorizzare quei muri di cemento e accoglienza per poterli portare nella casa che costruiranno con le loro mani», hanno dichiarato i promotori dell’iniziativa.
Quella di via 4 novembre è una “casa per gli ultimi”. «Partiamo dall'idea che gli ultimi rimarranno ultimi fino a quando non avranno un luogo fisico e spirituale dove poter ricaricare le energie, le emozioni e i pensieri, nutrirsi non soltanto di cibo, ripararsi e ripartire quando il loro mondo sarà in tempesta». L’housing sociale consente loro di ri-costruire il proprio spazio nel mondo e permette, nel contempo, di riaffermare la risorsa dello stare insieme in un’epoca di forte disgregazione sociale che ha nell’egoismo uno dei principali sintomi. «La nostra casa è prima di tutto quel luogo simbolico, prima psicologico, poi relazionale, in cui ‘facciamo abitare’ e allo stesso tempo 'popoliamo' la nostra identità”. Per gli ospiti provenienti dalla comunità terapeutica di recupero gestita dall’associazione Insieme, in particolare, «l’housing sociale rappresenta l’anello mancante tra il percorso di riabilitazione e la fase di sgancio», ha sostenuto Fabio Stefanelli, uno degli operatori.
Il progetto non rappresenta dunque la semplice messa a disposizione di un posto, ma un’offerta di riparo e di rifugio sicuro. Consente altresì di seminare, in Basilicata, esperienze di integrazione. Per questo anche la scelta della collocazione, ovvero di posizionare l’appartamento in un condominio nel centro storico del capoluogo lucano, non è casuale, ma diventa metodo e strategia dell’intervento per centrare l’obiettivo di un completo reinserimento sociale. «Il climanem descrive quel fenomeno per cui le gocce che scendono in basso su un vetro si uniscono e, a quel punto, cambiano direzione», ha commentato Mimmo Maggi, direttore tecnico scientifico dell’associazione Insieme. «Ecco: abbiamo messo un tetto sulla testa di chi non aveva tetto e una coperta sul cuore».

 
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