Innovazione aperta e nuova sanità PDF Stampa E-mail
di Ufficio stampa   
mercoledì 24 giugno 2015
ImageL'Alleanza delle Cooperative Italiane Basilicata ha, in questi giorni, organizzato una serie di iniziative esterne per confrontarsi con il mondo della ricerca e dell'università, con le organizzazioni imprenditoriali, con il sistema creditizio e bancario, su temi di sviluppo e di stringente attualità per la cooperazione.

Il 17 giugno scorso, a Potenza, presso l'ateneo lucano – in collaborazione con la cattedra Jean Monnet dell'università, con Confapi Basilicata e con Confindustria – si è tenuta una giornata di studio e dibattito sul tema “Un modello di innovazione aperta per la Basilicata”, per individuare modalità idonee a conseguire un equilibrio virtuoso dei quattro assi su cui è declinata la nuova strategia di sviluppo della regione, ovvero energia, industria, turismo e cultura. Le opportunità offerte dalle principali occasioni di crescita, quali risorse fossili, Fca di Melfi e relativo indotto, Matera capitale europea delle cultura 2019, devono infatti diventare progetti di espansione economica endogeni invece che fattori di vantaggio prettamente esogeni. “I mercati, in Europa, si tengono con l'innovazione” – ha sottolineato l'assessore regionale alle attività produttive Raffaele Liberali, ribadendo l'intenzione di tarare su un versante, appunto, innovativo le linee guida della nuova programmazione. “Bisogna costruire opportunità per un nuovo modello di impresa – ha ribadito Paolo Laguardia, presidente dell'Alleanza delle Cooperative Italiane Basilicata – poiché un'economia regionale che si regge sull'invadenza del pubblico scoraggia l'impresa e danneggia, di conseguenza, la comunità”. Per questo motivo, il rientro della Basilicata nell'obiettivo convergenza dovrà comportare un utilizzo delle risorse nella direzione dello sviluppo, contrariamente a quanto avvenuto in passato, per cogliere quella che potrebbe configurarsi come un'ultima opportunità di sviluppo duraturo del territorio. Ha chiuso i lavori della prima sessione il presidente nazionale Svimez, Adriano Giannola.
Per realizzare una cornice di crescita progettuale, sarà essenziale il ruolo del sistema bancario, creditizio e di garanzia, che dovrà incorporare caratteristiche di flessibilità capaci di dare risposta ai vari interlocutori, siano essi imprese o cittadini. I rappresentanti dei cofidi, della Banca popolare di Bari, dell'Unipol e delle Bcc intervenuti nella seconda sessione, incentrata sul tema del credito, e soprattutto il presidente dell'Abi Basilicata Antonio Luongo, hanno dichiarato di voler affiancare le imprese e il territorio in questo percorso.

In precedenza, il 25 maggio, sempre a Potenza, organizzato dall'Alleanza stavolta in collaborazione con il dipartimento Politiche della persona della Regione Basilicata, si era tenuto un seminario dal titolo “Dal patto per la salute agli ospedali di comunità”, per discutere di un modello di assistenza innovativo, che punti all'integrazione dei servizi del territorio, per costruire una nuova sanità a garanzia dei bisogni di salute dei cittadini. “In una rete capillare in cui i capisaldi devono essere costituiti dalla continuità ospedale/territorio, tramite strutture per gestire le dimissioni protette e assistite e con servizi residenziali o a domicilio, gli ospedali di comunità rappresentano una risposta innovativa alla riduzione dei posti letto per acuti, che sta creando problemi di coesione interna al sistema sociale del territorio”, ha in proposito dichiarato Paolo Laguardia. Anche per Gianfranco Piseri (Sanicoop) occorre “ripensare al modello di cura, partendo stavolta dai bisogni”, e per Pasquale Spada (Federsolidarietà) è necessario “colmare le lacune della sanità pubblica con una rete di collaborazione tra medici di medicina generale, cooperative e sistema sanitario nazionale”. I sindacati, rappresentati da Antonio Santangelo (Fimmg) hanno affermato che “la classe medica è pronta a organizzarsi con le cooperative e collaborare con il sociale”, a patto di una maggiore chiarezza da parte della politica sull'impianto delle regole e sulla direzione verso cui marciare. Il coordinatore dell'Aci sociale Basilicata, Pino Bruno, ha proposto “l'istituzione di un tavolo di lavoro per definire il modello socio sanitario più aderente alla Basilicata”; invito colto dall'assessore regionale alle politiche per la persona, Flavia Franconi, che ha concluso i lavori ribadendo che “la Basilicata non sarà più una regione ospedalocentrica”.

 
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